• Tuffolio 2020 Hotel Ariston Paestum

    Il 22 settembre 2020, abbiamo il piacere di partecipare a TuffOlio 2020, con lo chef Antonio La Marca. Un evento cordialmente organizzato da Angela Merolla di Artisti del Gusto presso l’Hotel Aristo di Paestum.

    Giuseppe Di Fiore e Angela Merolla

    La pietanza realizzata dallo chef La Marca (ristorante Nonna Lorenza) prevede dunque l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva Cantine Barone, che nasce dal frutto di piante di età media di trent’anni: olive delle varietà Frantoiana, Lecita, Marrella, l’olio extravergine di oliva Cantine Barone è adatto a piatti strutturati proprio per le sue caratteristiche organolettiche che portano note fruttate ed eleganti sfumature erbacee, equilibrato in amaro, leggermente piccante.

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  • Una mattina, il fiano biologico IGP del Cilento

    La storia di “Una mattina” inizia a metà settembre. Quando il momento della vendemmia, tuttora eseguita completamente a mano, determina la qualità del vino. E anche se ogni vendemmia è diversa dalla precedente per maturazione delle uve, acidità e grado alcolico, la scelta del momento più propizio per la raccolta delle uve è essenziale.

    “Una mattina” è un vino fermo prodotto al 100% da fiano biologico, da un vigneto di circa 10 anni di età. La sua espressione proviene da un terreno argilloso collinare situato a 350m sul livello del mare, nel panorama tipico del Parco Nazionale del Cilento, con presenza di Flysch cilentano, ossia una fitta stratificazione di rocce sedimentarie clastiche che spesso assume forme e colori molto particolari.

    La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata e in acciaio matura 8 mesi, di cui 3 sui lieviti.

    Una mattina, fiano biologico IGP

    “Una mattina” è un fiano fresco ed elegante, di bella personalità. Con profumi tipici di agrumi, fiori di campo e macchia mediterranea che accompagnano un sorso fragrante, secco, fine, di buona freschezza e sapidità. È ottimo con i crudi di mare, il pesce in genere e può dare belle soddisfazioni se abbinato alla pizza.

    La viticoltura nel Cilento affonda le sue radici, come in tutto il Meridione d’Italia, nell’antica tradizione ellenica. Mentre nello specifico il fiano è stato impiantato per la prima volta all’inizio degli anni ’80.

    Il fiano è un vitigno che ha un’ottima versatilità in termini di produzione e ben si è adattato al terroir cilentano. A grandi linee possiamo dire che i vini ottenuti da queste uve di fiano coltivate su suoli cilentani non vulcanici ed in ambienti decisamente più caldi, mostrano una certa propensione al floreale e alla frutta esotica. Un bouquet olfattivo variegato, e con note sapide caratterizzanti che li distinguono da qualsiasi altro fiano.

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  • Primula Rosa espressione del Cilento

    Il nostro Primula Rosa è l’espressione del Cilento, perché ha in sé tutta la sua bellezza naturale (dal 1997 è Patrimonio dell’Umanità – UNESCO).
    È un vino fermo prodotto al 100% da aglianico, da un vigneto tra i 20 e i 25 anni di età. La sua espressione proviene da un terreno argilloso collinare esposto ad est-sud ovest e situato a 350m sul livello del mare con presenza di Flysch cilentano, ossia una fitta stratificazione di rocce sedimentarie clastiche che spesso assume forme e colori molto particolari: il panorama tipico del Parco Nazionale del Cilento.

    Fare il vino rosato è un’arte e lo sanno bene in Provenza che con questo colore brillante e delicato hanno costruito l’immagine di altissimo livello dello Champagne rosé. Per ottenere il Primula Rosa, dal colore tenue “buccia di cipolla” e dal suo caratteristico profumo floreale di rosa, lavoriamo l’aglianico attraverso una pressatura soffice e una macerazione di 10 ore a temperatura controllata.

    La macerazione dell’aglianico serve a trasferire la giusta colorazione dalle bucce dell’uva (antociani). Essa avviene a bassa temperatura per estrarne i profumi e per non dare inizio alla fermentazione, dopodiché la vinificazione prosegue come per il vino bianco. Attraverso questo tipo di lavorazione e altri accorgimenti tecnici, come ad esempio l’affinamento in acciaio per 6 mesi, riusciamo a tirare fuori le caratteristiche peculiari del Primula Rosa, che si propone così come un vino fermo secco, morbido e di buona acidità, abbastanza sapido, caldo, persistente e ben strutturato nel suo complesso.

    Le caratteristiche del Primula Rosa

    Il rosato è il vino mediterraneo per eccellenza, dal forte potere ristoratore nelle calde giornate estive, ma ormai destagionalizzato e adattato a mille usi nel corso dell’anno. Piace anzi per la sua adattabilità a molte situazioni e versatilità negli abbinamenti.

    Il Primula Rosa al naso è delicato, ricorda la rosa selvatica, le ciliegie, le fragole e in generale la frutta fresca. Al gusto è morbido, dato dalla breve macerazione delle bucce e dunque dalla bassa presenza di tannini.

    Per tutte queste caratteristiche e per la sua particolare freschezza, è ottimo come aperitivo o con antipasti di pesce. Inoltre si abbina perfettamente con la pasta al pomodoro e con il sushi, è adatto inoltre ad accompagnare le carni bianche e i salumi.
    Va servito fresco, ma non ghiacciato, la temperatura ideale si attesta intorno 10-12°, come per il vino bianco.

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